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Il Tribunale Arbitrale per l’Impresa, il Lavoro e lo Sport:

la sua Storia.

Il Tribunale Arbitrale per l’Impresa, il Lavoro e lo Sport, nasce dall’esigenza, oggi molto sentita nel mondo dell’impresa non solo Italiana, di avere accesso a una giustizia rapida e con un grado di competenza estremamente specifico, che possa essere uno strumento attuale di valida ed efficace risoluzione delle controversie.

Insegnamenti dal passato. 

Tremila anni fa, Salomone, come tutti i Giudici a cui fa riferimento la tradizione biblica, riceveva la propria autorità e la propria capacità di giudizio dall’officio di un rituale Sacro attraverso cui il profano veniva incluso in un tempio nel quale il Sacro era chiamato a Testimoniare e Giudicare sul petitum.

La cultura dell’illuminismo e del positivismo hanno svincolato il “rituale” dal sistema delle divinità, proponendo una “ritualità” laica, che deve garantire l’applicazione della giustizia in un mondo secolarizzato.

Ma mentre il divino era giusto e competente per sua propria natura ontologica, il giudice deve garantire la propria imparzialità e trovare nelle leggi, e nella “procedura”, la propria conoscenza per potere giudicare secondo diritto.

Il nostro tempo

In un sistema economico sociale e aziendale, che ha l’attitudine a divenire sempre più complesso, le imprese percepiscono questo sistema rituale pubblico, necessariamente lento, come elefantiaco e comunque non adatto all’evoluzione dei tempi.

Dopo l’esigenza della trasformazione della giustizia, da sacra a profana, é oggi sentita, nel sistema del lavoro, la necessità di un nuovo passaggio dalla gestione pubblica della giustizia a una giustizia privata, almeno per quanto riguarda il diritto civile e commerciale.

Si parla di risoluzione alternativa delle dispute o ADR, Alternative Dispute Resolution.

Dal punto di vista dell’evoluzione storica, oggi, le imprese percepiscono, con ragione, il pubblico come qualcosa di distante, gravemente inefficiente, incapace di fornire gli standard minimi di cui gli operatori hanno la necessità.

La giustizia, in genere, non ha le risorse necessarie per essere efficiente.

Il livello, pur mediamente altissimo, della professionalità dei Giudici, togati e non, si scontra quotidianamente con la difficoltà di fare funzionare le cancellerie e gli uffici amministrativi in modo efficace ed efficiente, spesso a causa della scarsità di risorse economiche nonché numerica del personale, degli stessi Giudici e impiegati dei tribunali.

Tutto ciò rallenta i tempi facendo accrescere a dismisura anche i costi di accesso al giudizio.

Le imprese hanno bisogno di una risoluzione rapida delle controversie, perché l’incertezza del diritto determina costi impliciti ed espliciti che tendono a crescere geometricamente, di fatto paralizzando il sistema favorendo la proliferazione di operatori di dubbia o inesistente eticità, che abusano delle inefficienze a proprio vantaggio e a discapito degli altri operatori e del sistema stesso.

Sempre più spesso è pertanto sentita l’esigenza di mettere negli statuti delle società e nei contratti tra gli addetti clausole compromissorie che hanno proprio la funzione di evitare di sostenere tali ingiustificati costi.

Nelle competenze arbitrali, è inclusa la pronuncia sui conflitti che riguardano i diritti soggettivi, ossia quelle situazioni giuridiche soggettive di vantaggio che l’ordinamento giuridico, ossia il diritto oggettivo, riconosce e garantisce al soggetto per soddisfare un suo interesse sostanziale, accordandogli una serie di facoltà e poteri per consentire in via immediata e diretta la realizzazione dell’interesse medesimo e per reagire nel caso della sua lesione ad opera di terzi.

Novità introdotte nelle riforme del 1983 e del 1994. 

Grazie alla riforma del 1983, il lodo, ossia il dispositivo pronunciato dal tribunale arbitrale, diventa vincolante tra le parti dal momento della sua ultima sottoscrizione, e il deposito è diventato facoltativo: il deposito resta condizione per il decreto pretorile di esecutività, ma il lodo vale da subito producendo gli stessi effetti della sottoscrizione di un negozio giuridico.

La riforma del 1994, oltre alla immediata vincolatività, ha previsto che l’impugnazione per nullità sia svincolata dal deposito del lodo.

Appena emesso, il lodo può essere impugnato in caso di pretesa nullità.

Diviene quindi un atto non appellabile, ma impugnabile, quindi solo in determinati casi di censura con impugnazione a critica vincolata (art. 829 c.p.c.).

Il Tribunale Arbitrale per l’Impresa, il Lavoro e lo Sport nasce dalla sinergia tra operatori della Giustizia, la C.U.G.I.T- Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari e C.G.d.P – la Confederazione Giudici di Pace, unitamente al mondo accademico allo scopo di occuparsi della risoluzione delle controversie civili, commerciali e ha come funzione quella di offrire un insieme di servizi e strumenti, appunto gli strumenti di risoluzione alternativa della disputa, che permettono di risolvere le liti con tempi e modi più efficienti ed efficaci, rispetto al tribunale ordinario.

Il maggior costo dell’accesso alla camera arbitrale, rispetto a quello del tribunale ordinario é, tipicamente, più che compensato dal risparmio in termini di costi espliciti e impliciti relativi alla durata del procedimento.

Quando poi il valore della lite diventa importante, assume rilevanza anche il risparmio in termini di imposta di registro, poiché il lodo è soggetto alla registrazione solo in caso d’uso ossia esclusivamente per ottenere il già citato decreto pretorile di esecutività, mentre, in caso contrario, non è soggetto alla registrazione.

Solo per completezza espositiva, si ricorda che per gli effetti dell’art. 8, lettera c), della prima parte della tariffa, allegato A, del D.P.R. n. 634/72, sono soggetti a registrazione, in termine fisso e mediante versamento d’imposta pari all’1,50 per cento, gli atti dell’autorità giudiziaria ordinaria o speciale in materia di controversia civile, nell’ampia accezione ivi specificata, le sentenze che rendono efficaci nello Stato sentenze straniere e i provvedimenti che dichiarano esecutivi i lodi arbitrali, aventi ad oggetto beni e diritti diversi da quelli immobiliari o su autoveicoli (lettere a) e b)) ovvero portanti condanna al pagamento di somme, valori o altre prestazioni o alla consegna di beni di qualsiasi natura.

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