+39 02 48464213 info@tribunalearbitrale.eu
Seleziona una pagina

Tribunale Arbitrale per l’Impresa, il Lavoro e lo Sport.

Lo Statuto

Statuto

Articolo 1 – Denominazione scopo e durata

Articolo 2 – Sede

Articolo 3 – Oggetto sociale

Articolo 4 – I soci

Articolo 5 – Modalità di ammissione dei soci

Articolo 6 – Doveri degli iscritti

Articolo 7 – Natura e composizione del Consiglio Direttivo Nazionale

Articolo 8 – Consiglio Direttivo Nazionale

Articolo 9 – Assemblea degli associati

Articolo 10 – Presidente Nazionale

Articolo 11 – Vice-Presidente

Articolo 12 – Segretario

Articolo 13 – Tesoriere

Articolo 14 – Collegio dei Probiviri

Articolo 15 – Apertura di un’inchiesta

Articolo 16 – Comitato Scientifico

Articolo 17 – Incompatibilità

Articolo 18 – Patrimonio

Articolo 19 – Applicazione dello Statuto

Articolo 20 – Scioglimento e liquidazione

Articolo 21 – Norma Transitoria

Articolo 1 - Denominazione scopo e durata
Tribunale Arbitrale per l’Impresa, il Lavoro e lo Sport” è costituita quale associazione apolitica ed apartitica senza fini di lucro ai sensi dell´art. 14 e seguenti del Codice Civile. L´associazione ha durata illimitata e propone la diffusione della cultura della giustizia, dell’equità e della legalità e la diffusione dell’istituto dell’arbitrato e l’organizzazione di tribunali arbitrali competenti e professionali.
Articolo 2 - Sede
L’associazione ha attualmente sede in Milano, Via Antonio Kramer 21 e la sede potrà essere trasferita dal Consiglio Direttivo senza modifica del presente statuto; l´associazione può istituire sedi secondarie locali a livello provinciale o regionale, su tutto il territorio Nazionale e nel territorio della Comunità Europea o di paesi esteri in genere.
Articolo 3 - Oggetto sociale
L’associazione ha lo scopo indicato all’articolo 1, per raggiungere e promuovere tramite professionisti e convenzioni con altre associazioni e organizzazioni in genere, lo sviluppo della cultura arbitrale e delle relative procedure in tutte quelle materie compromettibili, al fine di offrire in Italia, anche in supporto dell’Autorità Giudiziaria Ordinaria, una giustizia imparziale, a costi corretti e in tempi adeguati, in ossequio così ai relativi precetti di diritto interno ed internazionale.

Ciò sarà realizzato mediante l’Organizzazione di servizi di arbitrato e gestione e amministrazione di procedimenti arbitrali richiesti su fondamento di un accordo compromissorio, convenzione arbitrale o compromesso; ovvero su richiesta concorde delle parti che faccia riferimento a regolamenti arbitrali precostituiti dalla società per la risoluzione di controversie aventi ad oggetto rapporti giuridico ‑ economici nazionali ed internazionali.

L’associazione ha altresì lo scopo di promuovere, tramite professionisti ed altre associazioni, lo sviluppo della cultura della conciliazione, della mediazione e delle forme alternative di risoluzione delle controversie contribuendo alla formazione, fra i professionisti, di soggetti idonei a gestire le relative procedure e di costituire, occorrendo anche in collaborazione con altri enti pubblici e privati, sedi di conciliazione, arbitrato, mediazione e di risoluzione alternativa delle controversie.

Per i fini sopra detti, l’associazione redigerà un registro nazionale dei giudici arbitri e un registro nazionale dei consulenti tecnici, nominativi e personali.

È consentito essere contemporaneamente iscritti al registro dei giudici e a quello dei periti.

Per ciascun iscritto sarà indicato l’ambito territoriale e le materie di specializzazione.

I giudici arbitri e i periti dovranno essere scelti fra persone, particolarmente, esperte in materie giuridico-economiche, commerciali e tecniche e sportivi e comunque tra architetti, avvocati, consulenti tecnici presso il tribunale ordinario, dottori commercialisti, esperti contabili, geometri, interpreti e traduttori iscritti alle principali associazioni nazionali, ingegneri, magistrati e magistrati in quiescenza, giudici tributari, giudici di pace, notai, periti agrari, periti assicurativi, periti edili, periti industriali, professori universitari e comunque accademici di università Italiane o straniere, o di organizzazioni accademiche ritenute dal consiglio direttivo di massimo prestigio, tecnici della sicurezza sui cantieri e luoghi di lavoro.

L’associazione potrà organizzare commissioni di studio e ricerche con istituzioni private o pubbliche, italiane e straniere, ovvero con associazioni economiche, imprenditoriali professionali, o con organismi pubblici e privati, nazionali ed internazionali, comunque interessati alla diffusione delle procedure di cui sopra.

Progettare e coordinare tutte le attività di ricerca, di formazione e di scambio formativo, attivate dagli organismi territoriali, regionali, nazionali ed internazionali.

Coordinare e curare i rapporti con le Regioni, le Provincie, le amministrazioni comunali e con gli organi istituzionali ai vari livelli nel settore della formazione professionale.

Curare la stampa e la diffusione di materiale didattico, nonché l’editoria di testi, dispense, giornali e riviste informative utili per il raggiungimento degli scopi statutari.

Organizzare manifestazioni, curare, aggiornare e valorizzare la formazione professionale e deontologica degli associati, finalizzata sopra tutto alla tutela degli utenti per promuovere ed a facilitare lo sviluppo delle procedure arbitrali.

Organizzare corsi di formazione professionale, promuovere tramite professionisti ed altre associazioni lo sviluppo della cultura arbitrale e delle relative procedure in tutte quelle materie compromettibili, al fine di offrire in Italia, anche in supporto dell’Autorità Giudiziaria ordinaria, una giustizia imparziale, con costi e tempi commisurati all’importanza della procedura, in ossequio così ai relativi precetti di diritto Italiano ed internazionale.

Eventualmente formare apposite commissioni quali quelle per la deontologia, dei probiviri, per i provvedimenti disciplinari e il comitato scientifico.

Esercitare azioni di formazione e di orientamento professionale, promuovere la mediazione culturale e difendere i diritti dell’uomo proteggendo il libero sviluppo della personalità umana, in linea pratica nella difesa e nella garanzia dei diritti dell’individuo e del popolo alla vita, alla libertà al benessere sociale e economico, alla salute, alla cultura, alla qualità della vita, in ogni contingenza che li mettano in pericolo o ne ostacolino la promozione.

Costituire e/o partecipare ad altre associazioni, comitati, coordinamenti e confederazioni nazionali, comunitarie e/o extracomunitarie che non siano in contrasto con il presente statuto, nonché collaborare con organizzazioni ed enti pubblici e privati per la realizzazione degli scopi sociali.

Promuovere nuove figure professionali e nuove metodologie informative, formative e di addestramento.

Organizzare raccolta fondi occasionali al fine di reperire risorse finanziarie finalizzate solo ed esclusivamente al raggiungimento degli scopi sociali.

Accettare donazioni, lasciti testamentari, liberalità e sponsorizzazioni da terzi.

Articolo 4 - I soci
Soci dell’associazione saranno generalmente i giudici arbitri e i periti iscritti negli appositi elenchi di cui agli articoli seguenti o le imprese che usufruiscono o intendono usufruire dei servizi dell’associazione stessa.

L´associazione è comunque aperta a tutti coloro che, interessati alla realizzazione delle finalità istituzionali, ne condividano lo spirito e gli ideali.

Possono pertanto essere soci, tutte le persone fisiche italiane e straniere che abbiano compiuto la maggiore età secondo la legge Italiana, e le persone giuridiche italiane o straniere.

L´adesione all’associazione è volontaria ed avviene secondo la modalità di cui ai successivi articoli.

I soci si dividono in:

  • Soci fondatori, si considerano tali i soci che hanno partecipato all’assemblea costituente, deliberando la costituzione dell´associazione. Sono membri a vita di diritto e non sono tenuti al versamento della quota associativa.
  • Soci ordinari, si considerano tali tutti i soci che aderiranno successivamente all’associazione.
  • Soci onorari o benemeriti, si considerano tali coloro che vengono insigniti di tale qualifica, per volontà dell’assemblea, perché hanno contribuito in maniera determinante con la loro opera o il loro sostegno ideale od economico alla vita dell’associazione.

Tutti i soci hanno diritto di voto.

Sono inoltre membri permanenti di diritto:

Articolo 5 - Modalità di ammissione dei soci
L’ammissione a socio è subordinata alla presentazione di apposita domanda scritta da parte degli interessati.

Sulle domande di ammissione si pronuncia il Consiglio Direttivo Nazionale, le eventuali reiezioni debbono essere motivate.

Il Consiglio Direttivo cura l’annotazione dei nuovi aderenti nel libro soci.

Articolo 6 - Doveri degli iscritti
Gli iscritti sono obbligati:

  • all’osservanza delle norme statutarie e deontologiche dell´associazione e dei propri ordini di riferimento,
  • al versamento delle quote associative ordinarie e/o straordinarie deliberate dal Consiglio Nazionale
  • a contribuire con il proprio impegno e comportamento per il raggiungimento degli scopi sociali.

Non sono soggetti al pagamento della quota annua:

  • i soci onorari,
  • il delegato scelto dalla C.G.d.P – Confederazione Giudici di Pace,
  • il delegato scelto dalla C.U.G.I.T – Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari,
  • il delegato di EuroImprese,

sono tuttavia tenuti al rispetto delle norme statutarie e deontologiche dell’associazione e a contribuire con il proprio impegno e comportamento per il raggiungimento degli scopi sociali.

Chiunque aderisca alla associazione può in qualsiasi momento notificare al Consiglio Direttivo o al Presidente dell’associazione la propria volontà di recesso con efficacia immediata dalla data in cui avviene la comunicazione.

Il mancato pagamento della quota associativa annuale costituisce tacita manifestazione di recesso con effetto dal febbraio dell’esercizio per il quale non viene versata la quota.

Le quote versate nel mese di novembre e dicembre, saranno valide fino al Gennaio del secondo esercizio successivo.

Articolo 7 - Natura e composizione del Consiglio Direttivo Nazionale
È composto da un Presidente e da un Vice-presidente che lo coadiuva e lo sostituisce in caso di necessità, da un Segretario e da un Tesoriere.

Il Presidente Nazionale rappresenta a tutti gli effetti il “Tribunale Arbitrale per l’impresa, il Lavoro e lo Sport“.

Ne fanno inoltre parte di diritto un delegato scelto dalla C.G.d.P – Confederazione Giudici di Pace, un delegato scelto dalla C.U.G.I.T – Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari e un delegato di EuroImprese.

Articolo 8 - Consiglio Direttivo Nazionale
Il Consiglio Direttivo Nazionale è l’organo esecutivo della associazione e provvede all’attuazione del presente statuto.

In particolare, solo a titolo di esempio, il consiglio direttivo nazionale:

  • vaglia le nuove richieste di adesione;
  • decide sulla proponibilità o meno all’assemblea di esclusioni dei soci per indegnità;
  • vaglia e delibera l’accettazione delle nuove richieste di iscrizione al registro dei Giudici arbitri e al registro dei periti a norma di statuto;
  • cura l’attuazione dei deliberati dell’assemblea;
  • esamina e delibera, per la presentazione all’approvazione dell’assemblea, il bilancio preventivo di ogni esercizio, delibera la relazione che deve accompagnare il conto stesso all’assemblea e dare notizia dell’attività svolta dall’associazione;
  • esamina e delibera, per la presentazione all’approvazione dell’assemblea, il bilancio preventivo di ogni esercizio, e delibera la relazione che deve accompagnare il bilancio stesso all’assemblea;
  • sovrintende all’investimento dei fondi sociali, dando opportune disposizioni al Tesoriere;
  • sovrintende all’operato dei Giudici arbitri e dei periti, che comunque opereranno autonomamente e in base a propria scienza e coscienza secondo diritto e/o equità come previsto nei loro rispettivi incarichi o dalla legge.

I membri del consiglio direttivo potranno essere deferiti al collegio dei proibiviri per le seguenti ragioni:

  • tre assenze ingiustificate consecutive alle riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale.
  • comportamenti scorretti nei confronti degli associati, di terzi o dell’associazione di carattere deontologico, morale o patrimoniale, siano essi collegati o meno all´attività dell’associazione.

Per i professionisti, espulsione o sospensione dagli ordini professionali o dalle associazioni professionali o comunque venire meno dei requisiti che ne hanno consentito l’iscrizione all’albo dei periti.

Per gli accademici, espulsione per indegnità o per gravi negligenze o fatti dolosi o colposi, dalle università e/o accademie di riferimento.

Per i Giudici di pace e/o tributari e per i Magistrati, assoggettamento a procedimento disciplinare davanti al CSM.

Il Consiglio Direttivo Nazionale si riunisce su indicazione scritta del Presidente Nazionale per tutte le necessità, in via ordinaria almeno una volta l’anno, o tutte le volte che almeno un terzo dei membri ne faccia richiesta.

Il Consiglio Direttivo Nazionale delibera anche i rimborsi spese derivanti dall’attività a favore dell’associazione, delle spese vive sostenute e per le spese di collaboratori esterni.

Le cariche associative sono a titolo gratuito, salvo emolumenti speciali, deliberati dal Consiglio Direttivo Nazionale per il Presidente Nazionale, il Vice-presidente Nazionale, il Segretario Nazionale, il Tesoriere Nazionale in sede di programma quinquennale, in relazione alle cariche e relative responsabilità ed impegno prestato.

Tutte le cariche associative del Consiglio Nazionale, qualora non sostituite, rimangono operative in regime di “prorogatio imperii”.

Articolo 9 - Assemblea degli associati
L’assemblea degli associati viene convocata ogni anno, salvo disposizioni differenti.

L’avviso di convocazione deve pervenire a tutti gli associati con preavviso scritto di almeno quindici giorni rispetto alla data dell’evento tramite raccomandata, comunicazione per posta prioritaria, avviso su internet sul sito dell’associazione, @mail, o mezzo fax.

L´assemblea degli associati nomina a scrutinio palese il Consiglio Direttivo tra coloro che risultano iscritti nel registro dei Giudici arbitri.

La delibera sarà adottata a maggioranza degli intervenuti.

Non sono previste ed ammesse deleghe e il diritto di voto spetta unicamente agli associati in regola con la quota associativa annuale, fatti salvi i diritti degli associati esentati dal pagamento della quota associativa.

Articolo 10 - Presidente Nazionale
Il Presidente Nazionale ha la rappresentanza dell’associazione di fronte a terzi e in giudizio.

Potrà compiere tutte le azioni inerenti la legale rappresentanza, rappresentatività ed ordinaria attività della associazione.

Potrà aprire conti correnti bancari e/o postali ed ogni altra operazione anche finanziaria necessaria per il buon funzionamento della associazione, con facoltà di delegare a terzi talune mansioni.

A lui competono le azioni a tutela dell’immagine nazionale e internazionale.

Il Presidente Nazionale dura in carica 5 anni, e può sempre essere rieletto dall’assemblea dei soci salvo il caso di dimissioni prima dello scadere del mandato.

A lui spetta la nomina, su indicazione del Consiglio Direttivo o su apposita delega ottenuta da quest’ultimo, dei Giudici arbitri e dei periti, nei singoli procedimenti.

Egli dovrà scegliere i Giudici arbitri e i periti, preferibilmente tra gli iscritti nell’apposito all’albo tenuto dall’associazione.

Egli potrà inoltre delegare le sue funzioni o parte di esse ad altri membri del consiglio Direttivo Nazionale o a referenti locali.

Può essere revocato dal Consiglio Direttivo Nazionale in qualsiasi momento con decisione motivata, su richiesta del presidente del collegio dei probiviri e di due membri del collegio dei probiviri.

Articolo 11 - Vice-Presidente
Il Vice-Presidente sostituisce il Presidente in caso di impedimento o di assenza di quest´ultimo; viene delegato dal Presidente per lo svolgimento di atti inerenti l´attività associativa.

Dura in carica 5 anni e può essere rieletto dall’assemblea dei soci.

Può essere revocato dal Consiglio Direttivo Nazionale in qualsiasi momento con decisione motivata, su richiesta del Presidente.

In mancanza di nomina le competenze sono assunte dal Presidente Nazionale.

Egli presiede il collegio dei probiviri.

Articolo 12 – Segretario
Il Segretario cura la parte organizzativa dell’associazione, esegue l’espulsione degli iscritti per morosità e per l’inosservanza delle norme statutarie e deontologiche dell’associazione e redige i verbali.

Dura in carica 5 anni e può essere rieletto dall’assemblea dei soci.

Può essere revocato dal Consiglio Direttivo Nazionale in qualsiasi momento con decisione motivata.

In mancanza di nomina le competenze sono assunte dal Presidente Nazionale.

Articolo 13 - Tesoriere
Il Tesoriere cura la contabilità dell’associazione a livello nazionale; sovrintende alla gestione finanziaria nazionale in conformità al bilancio preventivo approvato; predispone il bilancio nazionale annuale in base alle direttive del Presidente Nazionale.

Il Tesoriere non ha autonomia per le spese e agisce sempre su direttive del Presidente Nazionale.

Dura in carica 5 anni e può essere rieletto dall’assemblea dei soci.

Può essere revocato dal Consiglio Direttivo Nazionale in qualsiasi momento con decisione motivata.

In mancanza di nomina le competenze sono assunte dal Presidente Nazionale.

Articolo 14 - Collegio dei Probiviri
Il Collegio dei Probiviri è composto di tre membri effettivi e due supplenti.

È presieduto dal Vice-Presidente dell’associazione, uno dei membri effettivi è eletto dall’assemblea tra i Giudici di pace e l’altro tra i Giudici tributari.

Essi, restano in carica 5 anni, devono riunirsi almeno una volta l’anno, esercitano il controllo sull’amministrazione dell’associazione, possono effettuare in ogni momento ispezioni, singolarmente o collegialmente, e devono predisporre la relazione da allegare al conto consuntivo ed al bilancio preventivo che vengono presentati per l’approvazione all’assemblea.

I membri dei Probiviri hanno diritto di essere iscritti nel registro dei Giudici arbitri.

Articolo 15 - Apertura di un'inchiesta
Su segnalazione di qualunque dei soci, o del Collegio Direttivo, possono inoltre aprire un’inchiesta su uno o più degli associati, anche membri del Consiglio Direttivo, con esplicita esclusione del Presidente.

Qualora il Presidente del Collegio dei Probiviri e il Presidente dell’associazione ritengano che vi siano gravi e urgenti ragioni possono sospendere un associato per un periodo massimo di sessanta giorni in attesa della eventuale espulsione da parte del consiglio.

La persona sottoposta ad inchiesta e sospesa secondo la procedura prevista al precedente comma, avrà diritto a partecipare all’assemblea e se eletta, al Consiglio Direttivo, ma non avrà alcuno dei relativi diritti di voto.

Articolo 16 - Comitato Scientifico
Il Comitato Scientifico è un tavolo permanente di lavoro che viene nominato dal Consiglio Direttivo, e di cui fanno parte di diritto, il Presidente, il Vice-Presidente, un delegato scelto dalla C.G.d.P. – Confederazione Giudici di Pace, un delegato scelto dalla C.U.G.I.T. – Confederazione Unitaria Giudici Italiani Tributari, un delegato di EuroImprese.

Potranno essere ammessi a tale comitato scientifico, anche per periodi di tempo limitati, anche terzi all’associazione, che a giudizio del Consiglio Direttivo, possano portare importanti apporti culturali alla associazione.

Articolo 17 – Incompatibilità
Non sussistono incompatibilità con iscrizioni in altri organismi associativi, albi o elenchi sia nazionali che internazionali.
Articolo 18 – Patrimonio
Il patrimonio sociale è costituito dalle quote associative, ordinarie e straordinarie e da liberalità di terzi siano essi persone fisiche che giuridiche.
Articolo 19 - Applicazione dello Statuto
Fanno parte integrante del presente Statuto le norme del Regolamento di Attuazione e le eventuali successive modifiche dello stesso approvate dal Consiglio Direttivo Nazionale.

Adattamenti allo Statuto che non alterino il senso, le finalità e i contenuti dello stesso, possono essere apportate dal Consiglio Direttivo Nazionale.

Articolo 20 - Scioglimento e liquidazione
L’associazione potrà essere sciolta con deliberazione dell’assemblea.

In caso di liquidazione, il patrimonio verrà devoluto a associazioni similari o ad istituti o associazioni, che abbiano come scopo la tutela della giustizia.

Articolo 21 - Norma Transitoria
Qualora, a seguito dell’entrata in vigore di nuove leggi, alcune disposizioni del presente Statuto siano incompatibili e/o nulle, esse si intendono caducate e sostituite dalle nuove norme fino a che l’assemblea degli associati deliberi in materia.

Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto e nell’allegato atto costitutivo, si richiamano le norme del codice civile in materia di associazioni non riconosciute.

Vuoi diventare delegato del Tribunale Arbitrale per l' Impresa, il Lavoro e lo Sport?